Gabriele Berretta

Nasce ad Urbino nel 1976, dove frequenta l’Istituto Statale d'Arte, nella sezione di Tecniche Incisorie.
Nella stessa città si diploma all’Accademia delle Belle Arti, nella sezione di Scultura.


1996 - "Silenzio e Musica", Conventino Servi di Maria - Monteciccardo (PU)
1997 - "Lignum Vitae" a cura di Mariano Apa, Paganico (GR)
1999 - Gli Arcani Maggiori (22 artisti interpretano i Tarocchi) sala Arcobaleno,
Marotta (PU)
1999 - Athema - Rassegna di arte giovane, Chiesa di S.Arcangelo, Fano (PU)
2000 “XILOGRAFIE, CALCOGRAFIE, LITOGRAFIE di...” a cura dell’ Ass. Regresso Arti, Spazi d’Arte (Euroburgo), Maslianico (CO)
2000 “Athema Artegiovane 2000, - l’uomo e la natura” a cura di Rita Ferri e Ass. Regresso Arti, Rocca Malatestiana, Fano (PU)
2000 "IN LIMINE" - Paesaggi Immaginari, Gabriele Berretta, Palazzo Viviani, Urbino (PU)
2001 "LA FILOSOFIA E LE EMOZIONI" (XXXIV Congresso nazionale di filosofia) a cura di Bruno Ceci e Pasquale Venditti - Accademia di Belle Arti di Urbino, Urbino (PU)
2001 - "Repertorio degli Incisori Italiani", Gabinetto di stampe antiche e moderne - Bagnacavallo (RA) Vol. III 1998-2000
2001 - “Athema Artegiovane 2001, - CONTAMINAZIONI a cura dell'Ass. Regresso Arti, Scuola Media "Padalino" Fano (PU)
2001 - MEMORIE, a cura dell'Ass. Regresso Arti, Villa Serena, Brembate Sopra (BG)
2001 - "IV Premio Internazionale Fabio Bertoni", Sala Bramante, Fermignano (PU)
2001 - "II Triennale di Grafica Città di Brescia", Palazzo Bonoris - Brescia
2002 - "Incisori contemporanei tra Romagna e Marche", Castello degli Agolanti - Riccione (RN)
2002 - "Il Segno nel Tempo" Xilografia e Calcografia nelle Marche dal XV al XX secolo, Museo Provincial - Zaragoza (E) - Cartiera Pontificia - Ascoli Piceno
2002 - "Luce e Segni nel Tempo" Biennale dell'Incisione Contemporanea Italia-Austria Premio Tiepolo - barchessa di Villa Morosini - Mirano (VE)
2003 - "Il Vangelo di Luca interpretato da cento artisti italiani" Fondazione Culturale - Sociale IL PELLICANO, Trasanni di Urbino (PU)
2003 - "Regresso 2003", a cura dell'Ass. Regresso Arti - Auditorium Sant'Arcangelo, Fano (PU)
2003 - "Regresso 2003", a cura dell'Ass. Regresso Arti - Sala adiacente alla Biblioteca Comunale, San Costanzo (PU)
2003 - "VI Biennale dell'Incisione" - Palazzo Miceli, San Sisto dei Valdesi (CS)
2004 - "V Premio Internazionale Fabio Bertoni", Sala Bramante, Fermignano (PU)
2004 - "Repertorio degli Incisori Italiani", Gabinetto di stampe antiche e moderne - Bagnacavallo (RA) Vol. IV 2001-2004
2004 - "Regresso 2004", a cura dell'Ass. Regresso Arti con il patrocinio del Comune di Pesaro "Fuoriprogramma" - Sala San Domenico, Pesaro
2004 - "Passages" Incisioni e Fotografie Galleria De Luca Fermignano (PU)

 

 

 

 

 

"Uomo dalle mille risorse che ha scelto l'arte come mestiere e il lavoro come autodeterminazione di Se"

Mauro Lucarini, Franco Cenerelli

"Fermignano Monteporzio...
Viaggio ideale-reale per le strade di mezzo...
Quasi sempre Gabriele ed io andiamo nei 'discorsi sull'arte', entriamo magneticamente in una specie di spazio parallelo che si sposta, si trasforma, a volte ci estranea.
Trovare un taglio critico è fondamentale, costruirlo, non sempre totalmente in accordo, ma criticare, tagliare diventa un ripulirci e un purificarci, un percorrere una curva perfetta, disegnare e scoprire una forma affusolata e solida al di sotto degli ornamenti; la forma buona e giusta, per quel momento, pronta ad essere rimessa subito in discussione nell'incontro successivo. Eliminare, riordinare, aggiungere, collegare gli elementi che percepiamo è un'esigenza a cui non possiamo rinunciare; cercare di tenere insieme, con-tenere.
Contenere in una superficie bianca o nera? "Nero-pieno" o "Bianco-pieno"? Bianco assoluto e nero assoluto non esistono nelle stampe, nelle foto, nelle pitture, nelle sculture, non esistono nella loro fisicità, nella loro materialità di manufatti; lo possiamo attribuire loro, percepirlo tale nel non percepire, nel non voler percepire le sfumature, le temperature nel nero e del nero e così per il bianco.
Due stampe vicine ci fanno vedere neri diversi, non c'è il "nero del barattolo", ci sono le ombre di un campo, le muffe di un muro al chiuso, l'acqua che imbeve un legno, le pieghe morbide di un corpo. Anche i bianchi della carta e degli inchiostri si moltiplicano, i metalli e gli ossidi ci restituiscono le luci della sera o di un interno, quelle calde o quelle secche delle varie stagioni, i diversi cieli e le nuvole. Segni su segni arrotondano le forme nelle incisioni di Gabriele, seguendo, più o meno inconsciamente, quella che possiamo chiamare 'sensibilità alla figura', bianco e nero si accarezzano sui confini, mantenendo gli spazi stabiliti, armonici, nessuno dei due può aumentare la propria superficie a discapito dell'altro.
Gabriele disegna direttamente sulla lastra, senza progettare a priori, scavando per tirare fuori la forma che sente in equilibrio tra ciò che è davanti e dietro i suoi occhi. Le prove di stampa segnano la stratificazione del lavoro che non segue nulla di predeterminato, masi solidifica strada facendo nella materia che acquista il proprio ruolo. La sensibilità alla figura è un nostro modo di guardare e criticare, ma soprattutto di fare, scoprire legami e scoprirci legati alle forme umane nei paesaggi, nelle nature morte, è un miliare il percorso, è un elemento che ci compiace. Forme femminili si sentono nei bianchi e neri profili smussati dei paesaggi di Gabriele, spunti presi dalle nostre 'colline rasate' e piene di lavoro, chiaroscuro nella terra voltata e nelle erbe nutrite. Spunti presi dai maestri riportati di fronte alla natura. Forme del corpo segnano dei punti nella struttura delle opere e nelle opere tra di loro, in attesa forse di emergere protagoniste nelle incisioni non ancora compiute."

Francesco De Luca, Ottobre 2000